Il primo Giro d’Italia con DMT per Vendrame: “Punto a vincere una tappa”
Con il ritiro dall’attività agonistica di Elia Viviani al termine della scorsa stagione, DMT ha perso il suo prezioso e storico riferimento italiano all’interno del gruppo professionistico. Per passione e competenza il campione olimpico rimane uno dei testimonial di riferimento per l’azienda veronese, ma in gara toccherà ad Andrea Vendrame fare da porta bandiera azzurro per DMT.
“È un passaggio di testimone tra veneti, mettiamola così – ha detto ridendo Vendrame -. So quanto Elia abbia dato all’azienda e continui a dare, anche perché so quanto sia meticoloso e attento ai dettagli. DMT ha tanti progetti per il futuro e io sarò felicissimo di collaborare e dare consigli nel momento in cui ce ne sarà bisogno”
Trevigiano di Santa Lucia di Piave, classe 1994, ‘Vendramix’, come lo chiamano i suoi tifosi, è passato quest’anno alla Jayco AlUla dopo 6 fruttuose stagioni in maglia Decathlon, prima AG2R. Ha vinto due tappe al Giro d’Italia, entrambe al termine di una lunga fuga: la prima nel 2021 a Bagno di Romagna, la seconda, in solitaria, nel 2024 a Sappada. Da quest’anno ai piedi può contare sulle scarpe DMT, di cui indossa il modello top di gamma col laccio, le Pogi’s Superlight.
“La prima volta che ho provato le DMT ho avuto la sensazione di indossare un calzino da quanto erano leggere – ha ammesso ancora Vendrame -. In bicicletta, poi, ho constatato anche la massima comodità, che poi è la caratteristica principale che cerca un atleta. Non avevo mai usato una scarpa col laccio, infatti all’inizio ero un po’ titubante, poi parlando con Nicola Minali (responsabile Ricerca&Sviluppo di DMT, ndr) ho capito quanto la tomaia in maglia 3D e la suola rigida in carbonio riescano ad avvolgere bene il piede. Le ho testate sia in volata che in salita, non scalzano mai, sono un tutt’uno col piede, esattamente quello che cercavo. Come prodotto, sinceramente, non lo cambierei più”.
Vendrame è stato protagonista di uno dei migliori inizi di stagione della sua carriera, con tantissimi piazzamenti di prestigio, in particolare il 6° posto alla Milano-Sanremo, e l’11° in classifica generale in una corsa dura come la Tirreno Adriatico. L’approdo in Jayco AlUla ha portato nel trevigiano maggiore convinzione e sicurezza nei propri mezzi.
“In Decathlon son stato bene, altrimenti non ci sarei stato 6 anni, ma è un cambio di squadra che ci voleva, mentalmente e fisicamente – racconta ancora il 31enne -. Ora sono più ascoltato, i direttori sportivi mi chiedono sempre un parere o un consiglio, e questo coinvolgimento totale, sinceramente, mi piace molto. Se fosse arrivata anche una vittoria sarebbe stato davvero l’inizio di stagione perfetto. Però nelle corse dovevo volevo andare forte, Tirreno Adriatico e Milano-Sanremo, sono riuscito ad essere lì davanti. Poi c’è da essere realisti, affrontiamo dei super atleti, da Pogačar a Van der Poel e Del Toro, essere lì davanti a giocarsela con loro e piazzarsi è già qualcosa di importante. Bisogna continuare a provarci e portarsi sempre a casa il miglior risultato possibile”.
Ora è già volato in Bulgaria, dove venerdì 8 maggio comincerà il suo 9° Giro d’Italia. L’obiettivo è quello che ormai lo accompagna alla Corsa Rosa da un po’ di anni: andare in fuga e provare a portarsi a casa un successo parziale. Già il secondo giorno, a Veliko Tarnovo, potrebbe esserci una ghiotta opportunità di lasciare il segno con un finale molto mosso, ma tre settimane sono lunghe e tutto può succedere.
“Mi son segnato 4-5 tappe interessanti – spiega Vendrame -. La seconda è sicuramente bella, ci sarà probabilmente la Maglia Rosa in palio, sarà un bel caos, con tutti che vorranno stare davanti, ma sarà un obiettivo per tanti e tutti saranno ancora freschi. Io di solito preferisco le tappe più avanti, quando cresce la fatica. L’obiettivo è vincere una tappa, conto di farmi spesso vedere in fuga, pur avendo in squadra Ben O’Connor che punterà alla classifica generale. Se dovessi riuscirci potrei già dire che è stato un ottimo 2026”.
Press DMT