Marcignago (Pavia), 14 Novembre 2022

Ambrogio Portalupi maglia oro vincitore Tour de Suisse 1966

In ricordo di Ambrogio Portalupi

Buongiorno a tutti gli amici di PEDALE TRICOLORE.

Terminato il periodo delle corse su strada, il ciclismo continua la sua marcia di avvicinamento verso il prossimo anno, a traghettare il nostro sport in questa , ci pensano: il ciclocross, la pista, finalmente rivalutata  (non in Italia), i bei ricordi e le emozioni che ci hanno accompagnato durante le  competizioni  vissute  intensamente durante la stagione da poco terminata.  

 

Legato ai ricordi di un passato prossimo, mi sono recato nei giorni scorsi a Pavia a casa di BEPPE BRONZINI e di sua moglie SANDRA ZUCCOTTI, per far rivivere il ricordo di un corridore al quale io stesso ero particolarmente affezionato, troppo presto mancato all’affetto dei suoi cari.

La prima licenza da corridore di Ambrogio Portalupi

AMBROGIO PORTALUPI questo  il suo nome, non un campione osannato da migliaia di tifosi, ma un gregario, un PASSISTA SCALATORE, ottimo luogotenente con licenza qualche volta di vincere.

 

Nato a Marcignago il 25 gennaio 1943, un paese di 2.400 abitanti tra le verdi produttive campagne, e le grandi risaie di quei tempi, sparse tra il Ticino e il Naviglio pavese.

 

Ultimo di sei fratelli  iniziò a correre con la maglia della CHINAGLIA bibite di Pavia dopo aver lavorato duramente come operaio presso la NECA  termosifoni.

Il suo primo anno tra gli allievi lo vide vittorioso due volte, sei volte l’anno successivo ed infine otto volte nell’ultima stagione di categoria.

Il ricordo più bello di queste vittorie fu una corsa che terminava sul muro di Sormano dove riuscì a staccare tutti.

 

Tra i dilettanti esordi l’anno dopo con la maglia della IGNIS era il 1963, due le vittorie: il GIRO del MEDIO PO a Castelsangiovanni, e il GRAN PREMIO COLLI ROVESCALESI, oltre ad  innumerevoli successi nei circuiti paesani notturni del giorno dopo, a questo proposito un aneddoto che mi viene raccontato direttamente dalla moglie del Beppe:

Una volta, Ambrogio si presentò in ritardo ad una di queste corsette, gli altri corridori impegnati nella kermesse non vollero che venisse riammesso in quanto loro, avrebbero gareggiato per il secondo posto. 

 

Così tra un aneddoto, un ricordo ed un caffè si arriva al professionismo.

Portalupi vince la prima tappa al Tour de Suisse del 1966

Il suo esordio avvenne alla fine del 1964 sempre in maglia IGNIS, ma il suo vero inizio di carriera fu l’anno successivo dove partecipò al TOUR de FRANCE in appoggio ai suoi capitani: GIANNI MOTTA e GUIDO DE ROSSO , dopo aver espletato egregiamente i suoi compiti, riuscì ad aggiudicarsi anche un titolo: il  ” DUNAND” premio riservato al più giovane corridore che fosse riuscito a portare a termine LA GRANDE BOUCLE. Inoltre da segnalare un ottavo posto al campionato italiano e un terzo al TROFEO MATTEOTTI.

1966 nuova squadra la VITTADELLO, nuovi compagni di squadra: GRAZIANO BATTISTINI, VITO TACCONE, ALDO MOSER, e MICHELE DANCELLI. Forse l’anno più bello della sua carriera ciclistica, vincitore del giro della SVIZZERA, indosso’ la maglia oro al termine della prima tappa dopo una lunga fuga e la portò fino al termine della corsa elvetica.

 

Ancora il TOUR DE FRANCE nel suo destino, nel 1967 selezionato nella squadra PRIMAVERA  (a quei tempi ci fu un tentativo di riportare il TOUR a squadre nazionali) miseramente fallito, diede i suoi servizi a FRANCO BALMAMION e a MARINO BASSO capitani designati della seconda squadra nazionale denominata appunto “PRIMAVERA”, mentre nella prima squadra;  la NAZIONALE capitanata da FELICE GIMONDI , perse malamente un TOUR dove il bergamasco era più che favorito. L’anno dopo, soprattutto per motivi economici, non si tornò più alle squadre nazionali ma si rimase  a quelle di marca.

 

1968 MARINO VIGNA insieme a FIORENZO MAGNI e IVO MOLENAERS, diedero vita ad uno squadrone: LA FAEMA un ritorno al ciclismo per l’industria milanese delle macchine per caffè  che comprendeva oltre ad AMBROGIO, VITTORIO ADORNI, LUCIANO ARMANI, MINO DENTI, GUIDO REYBROUCK, PATRICK SERCU, MARTIN VAN DEN BOSSCHE, ROGER SWERTS, VICTOR VAN SCHILT ed il grande EDDY MERCKX oltre ad altri ottimi corridori.

A quei tempi una formazione ricca di tanti corridori non era usuale, la maggior parte ne contava 10, 12, al massimo 15 mentre la FAEMA ne annoverava addirittura 25.

Forse per quello Ambrogio non trovò spazio in quella grande squadra, tanto che l’anno successivo insieme al suo nuovo capitano VITTORIO ADORNI diventato nel frattempo campione  d’Italia e campione del mondo,  iniziò una nuova avventura con la SCIC dalla maglia bianconera.

Le Nozze di Ambrogio Portalupi con Testimoni Marino Vigna e il compagno di squadra Knapp

In quell’anno Ambrogio si sposò e divenne padre di una bimba KATIA. 

Suoi testimoni di nozze furono MARINO VIGNA e GIOVANNI KNAPP suo compagno di squadra alla VITTADELLO e suo grande amico.

 

In quella stagione riuscì a vincere nuovamente una tappa al GIRO della SVIZZERA a BINNINGEN  conquistando,  anche la maglia oro e la maglia dei gpm, successivamente dovette cedere il simbolo del primato a VAN SPRINGEL, infine da buon gregario aiutò il suo capitano ADORNI a vincere quel il TOUR de SUISSE.

Sempre durante la stagione fece suo il GRAN PREMIO della VALSASSINA davanti ad ALDO MOSER.

Questa fu l’ultima sua vittoria, ancora un anno alla SCIC e successivamente l’ultimo nel 1971 alla ZONCA.

La sua carriera ciclistica terminò con quella squadra di Voghera. Molto demotivato, molte delusioni ne condizionarono le sue prestazioni, l’ultima corsa fu il circuito di Busto Arsizio dopo il giro di Lombardia  nel 1971 dove si ritirò amareggiato come un lavoratore che desiderava soltanto andare in pensione.

Cartolina inviata da Portalupi impegnato alla Vuelta

Successivamente la sua vita non fu serena, il divorzio con la prima moglie, un secondo matrimonio dal quale ebbe un’altra figlia GLORIA ed infine la terribile  malattia: scoperta quasi per caso che  in un anno e mezzo, inesorabilmente lo portò alla morte  a soli 43 anni. 

Purtroppo la familiarità dei tumori dei suoi fratelli non lo risparmiò.

 

Tra i suoi ricordi più belli, le mangiate di  riso e rane a TORRADELLO insieme ai suoi amici più cari e ai suoi compagni  di squadra: KNAPP, BADOER suo direttore sportivo, ZANDEGU’ PASSUELLO e tanti altri.

Le sue memorabili litigate con VITO TACCONE durante il Giro d’ITALIA, con DI TORO amico e compaesano di TACCONE, ed infine forse quella più brutta, quella che lo demotivo’ definitivamente, con Vittorio ADORNI che nonostante lo avesse voluto lui nella sue squadre alla FAEMA e alla SCIC non voleva assolutamente che il suo gregario  mettesse la propria ruota davanti alla sua.

 

Dopo la sua dipartita i suoi cari organizzarono una corsa riservata agli  allievi: a CERTOSA di PAVIA IL 1° MEMORIAL AMBROGIO PORTALUPI.

Foto del 1° Memorial Ambrogio Portalupi (categoria Allievi)

Questo è un breve ricordo di un personaggio sportivo che avrebbe potuto diventare un grande campione se seguito in maniera diversa, di una persona, nel suo piccolo fortunata e nel contempo sfortunata , di un uomo puro, limpido che ha onorato il suo nome ed ha reso felici gli abitanti del suo piccolo borgo MARCIGNAGO .

Riposa in pace AMBROGIO

 

Dalla Redazione di PEDALE TRICOLORE

ALDO TROVATI con la collaborazione tecnica di SANDRA ZUCCOTTI e BEPPE BRONZINI

 

 

 

Di Bernardi Vito

Il mondo del cilcismo locale e nazionale ha trovato una nuova e qualificata vetrina online. Si tratta del sito www.pedaletricolore.it, fondato e diretto da Vito Bernardi, giornalista pubblicista, conosciuto da tutti nell'ambiente delle due ruote. Nelle sue pagine, Bernardi raccoglie notizie, comunicati stampa, immagini di corse, atleti, società, dirigenti, e la più ampia informazione su quello che accade quotidianamente nell'Alto Milanese, ma anche a livello nazionale ed internazionale