Carnago (Varese), 27 Giugno 2026

A tu per tu con Alessandra Conti Consigliere della SC Carnaghese e Responsabile assistenza alla Stampa.
Alessandra, meno di 10 giorni dal 29° GP dell’Arno-Coppa d’Argento Comune di Solbiate Arno
Sì, diciamo che siamo all’ultimo chilometro, manca davvero poco al traguardo e siamo ansiosi di poterlo tagliare: speriamo di raccogliere una bella vittoria, sotto tutti gli aspetti.
Ogni edizione ha una storia a sé, per lei quale è stata l’edizione da ricordare in modo particolare?
Di ventinove edizioni ne ho seguite poco più della metà, quindi non ho un quadro completo della storia di questa corsa e non vorrei far torto a nessuno, anche perché quando sento parlare del primo Campionato Italiano con la vittoria di Daniele Colli vedo che molti dei miei amici si commuovono ancora; io però quell’anno non c’ero, quindi per quanto mi riguarda sono molto legata alla vittoria di Luca Chirico. Luca, oltre ad essere varesino, è un caro amico che seguivo da diverse stagioni, quando è arrivato a Solbiate la mattina della corsa gli ho detto scherzando che se non avesse vinto non gli avrei più parlato; a fine corsa ridendo mi ha detto: “mi parli ancora?”.
Molti corridori saliti sul secondo gradino del podio di Solbiate Arno hanno fatto strada anche nel professionismo, prevede un’inversione di tendenza per la 29° edizione?
Tra i molti corridori di cui parla, l’esempio più eclatante penso sia quello di Damiano Cunego, ma credo che ci sia un discorso un po’ più ampio da affrontare, perché la corsa di Solbiate è da sempre un’occasione per tutti i ragazzi per mettere in mostra le proprie qualità. La leggenda (inventata dagli stessi DS che sono passati da Solbiate) narra che una vittoria al Gran Premio dell’Arno ti dia la chiave per entrare nel mondo dei professionisti; l’unica cosa che mi sento di condividere è che effettivamente è una corsa abbastanza dura, va studiata, preparata e corsa fino all’ultimo metro, sperando che la fortuna ti assista, perché le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Alla fine solo uno può vincere, ma dal secondo in giù si possono trovare nomi altrettanto interessanti in ottica futura: credo che Damiano l’abbia ampiamente dimostrato, e sono sicura che questa tendenza non cambierà.
Ci può anticipare i nomi dei principali iscritti?
Essendo una corsa ad invito i direttori sportivi sanno che possono cambiare il bollettino fino al mercoledì prima della gara senza che nessuno gli “rubi” il posto, quindi non ho ancora il quadro definitivo dei partenti; tra le squadre partecipanti abbiamo visto che ci sono diversi atleti che si sono piazzati spesso in questo periodo, ma, come ho premesso, non ho certezza che saranno al via.
Vedremo alla partenza il neo Tricolore Enrico Balliana (Team Ecotek) ?
Questa è l’unica presenza che mi sento di confermare: l’amico Franco Sensi segue da tempo Enrico, così ora, dopo avergli fatto i complimenti per il titolo, gli ha chiesto la conferma della sua presenza. Conferma arrivata puntuale, quindi anche quest’anno la maglia tricolore sarà al via del Gran Premio dell’Arno. Speriamo di continuare la nostra tradizione di “portafortuna” per lui e per tutti gli altri, per il loro futuro, indipendentemente dal podio.

Lei è sicuramente il “collante” di tutta l’organizzazione facendo parte dello Staff organizzativo con i Presidenti Macchi, Zanzi e Bea ma le difficoltà sono sempre dietro l’angolo. Particolari problematiche affrontate?
L’organizzazione di una corsa ciclistica è una sfida continua, ad ogni riunione ci sono problemi da risolvere di ogni genere. Per ogni edizione disputata potrei raccontare aneddoti di tutti i tipi, alcuni ci sono serviti per le edizioni successive, altri invece una volta chiusa la segreteria alla sera, vengono archiviati. L’unica cosa che faccio fatica solitamente a dimenticare è quando noto la mancanza di rispetto verso il nostro impegno, ma per quello tengo un archivio a parte nella mia illimitata memoria. La nostra fortuna è che essendo arrivati alla ventinovesima edizione risolvendo di anno in anno i problemi, ora siamo abbastanza preparati alle modifiche che ci chiedono in ogni ambito, quindi, imprevisti a parte, dovremmo riuscire a stare al passo.
Il GPM Memorial Rino Colombo posizionato ai meno 300 dall’arrivo, uno stimolo in più per emergere? sicuramente una spinta per “farsi vedere”?
Il circuito prevede il passaggio dal GPM tutti i giri, quindi i ragazzi hanno tempo e modo per studiare ogni minimo dettaglio in vista di uno scatto finale; spesso il vincitore ha fatto la differenza proprio sull’ultima salita, staccando tutti: non mi meraviglierei se succedesse anche quest’anno. Per vincere il Memorial Rino Colombo invece, serve una gara al limite delle proprie forze che ti costringe a stare davanti per la maggior parte della corsa, perché i punti vengono assegnati ad ogni giro (tranne l’ultimo), e credo che anche questo sia un bel modo per mettersi in mostra, perché le alternative sono due: o fai parte di una fuga che guida gran parte della corsa, oppure ad ogni giro riesci ad affrontare la salita meglio del resto del gruppo. Qualunque sia la motivazione, penso sia un ottimo biglietto da visita.
Il Pubblico… a Solbiate Arno (come anche a Carnago) costituisce la più autentica “cornice” che certifica la vicinanza di un pubblico sempre folto ed attento, vi ripaga (moralmente) di tutti i vostri sforzi, impegno e sacrifici?
Il pubblico a Solbiate è differente da quello di Carnago, in entrambi i casi sono molto “caldi”, perché gli appassionati di ciclismo lo sono sempre, ma a Solbiate, essendo juniores, tanti ragazzi vengono seguiti dalle famiglie e lo spettacolo è veramente incredibile. Comunque, sia a Solbiate sia a Carnago, possiamo dire che non è mai capitato di vedere un ragazzo arrivare con le braccia al cielo senza due ali di folla attorno che lo applaudissero, e questo ci rende orgogliosi: è quello il momento in cui capisci che anche quell’anno hai realizzato qualcosa di importante e le emozioni non si possono descrivere. Senza il pubblico che applaude una vittoria è sempre una vittoria, ma perde metà del gusto, e il pubblico non è una variabile che puoi controllare, puoi solo fare del tuo meglio per invogliarli a venire, quindi siamo veramente molto felici quando vediamo questa grande partecipazione, perché significa che abbiamo lavorato bene.

Da parte mia e di tutta la Redazione di pedaletricolore.it oltre ai doverosi ringraziamenti per quanto fate per il ciclismo un grande incitamento : Continuate così a tutta manetta e, di cuore, “Coraggio e Avanti” perché ogni gara che organizzate la vincete moralmente tutti Voi tagliando il traguardo “A braccia Alzate” e a pari merito!
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