Milano, 22 giugno 2020

In vista della ripresa delle corse

Il ciclismo italiano attende il protocollo e le linee guida in vista della ripresa delle corse sul territorio nazionale. Sono attese novità nei prossimi giorni mentre la settimana scorsa il presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Renato Di Rocco, accompagnato dal coordinatore delle squadre nazionali Davide Cassani e dai vertici di Rcs Sport, ha incontrato a Roma il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, e Giuseppe Pierro, Capo dell’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio.

Nel frattempo a livello internazionale l’Unione Ciclistica Internazionale ha indicato la rotta da seguire, pubblicando il protocollo che specifica le procedure necessarie, in particolare sul piano sanitario, in vista della ripresa agonistica. Al documento ha lavorato il gruppo coordinato dal direttore medico dell’Uci, il dottor Xavier Bigard, comprendente i rappresentanti dei corridori, delle squadre, dei medici del ciclismo, degli organizzatori, del CPA femminile, e Katerina Nash, presidente della Commissione Atleti UCI. Il protocollo, adottato collegialmente dalle parti in causa, precisa – secondo il livello di gravità della situazione sanitaria – le misure obbligatorie, raccomandate o suggerite per tutte le figure coinvolte. Si tratta di misure da applicare per tutte le corse maschili e femminili del calendario internazionale UCI.

Clicca qui per il protocollo Uci in versione integraleDownload

Lega Ciclismo Prof.@LegaCiclismoPro

 

Calendario italiano, ripartenza sprint: ecco tutte le date e gli appuntamenti http://legaciclismoprof.org/2020/06/15/calendario-italiano-ripartenza-sprint-ecco-tutte-le-date-e-gli-appuntamenti/ …

Calendario italiano, ripartenza sprint: ecco tutte le date e gli appuntamenti

Un lungo tour de force attende il ciclismo italiano, rimasto fermo al 16 febbraio scorso, con il successo a Laigueglia di Giulio Ciccone nella classica d’apertura del calendario nazionale. Po…

legaciclismoprof.org

 

 

 

Tre sono i principi generali alla base di questo protocollo.

Il primo stabilisce che ogni squadra debba creare una sorta di «bolla di squadra». Al momento della gara, queste bolle si fonderanno formando una «bolla di gruppo» che dovrà essere mantenuta grazie alle misure adottate.

Il secondo consiste nell’identificare tre livelli di pandemia:

il rischio “moderato” che corrisponde alla fase 4 definita dall’OMS per le pandemie virali, con un numero di 20-50 casi accertati ogni settimana per 100.000 abitanti
il rischio “debole”, ovvero la fase 3 per l’OMS con meno di 20 casi ogni 100.000 abitanti.
il rischio “molto debole”, vale a dire le fasi 1 e 2 per l’OMS o fase post pandemia con assenza di contagi per 3/4 settimane

Il terzo stabilisce le misure obbligatorie, raccomandate e suggerite, in funzione della gravità della situazione epidemiologica. Tra le misure obbligatorie figura la nomina di un responsabile del personale incaricato del protocollo (un coordinatore e un medico Covid), la prevenzione effettuata dalle squadre, l’individuazione da parte degli organizzatori di zone a rischio e l’applicazione di una “bolla di prevenzione” nei luoghi di albergo e di transito.

Queste le misure da adottare durante la corsa.

Prima della corsa, in particolare, sarà nominato un coordinatore Covid e saranno applicate le norme previste per creare attorno agli alberghi una “bolla di squadra”. Nei giorni precedenti la corsa sarà adottata una strategia volta a identificare eventuali atleti positivi. L’ingresso di atleti e personale nella “bolla di squadra” impone l’assenza di forme asintomatiche e di portatori di virus. Le squadre dovranno quindi adottare un programma idoneo all’identificazione di eventuali casi di positività.

Durante la corsa, i corridori seguiranno un protocollo medico quotidiano. Misure di distanziamento fisico saranno adottate tra la “bolla di squadra” e la “bolla di gruppo” da una parte, e il personale dell’organizzazione, i media e il pubblico dall’altra. Dev’essere considerata, ovviamente, la presenza di un caso di positività al Covid-19 nonostante l’adozione di tutte le misure adottate. In questo caso, il medico della squadra contatterà direttamente il medico Covid designato dall’organizzazione, che si preoccuperà di indirizzare il corridore o il membro dello staff verso il centro Covid più vicino. Per il caso in questione, saranno applicate le norme previste dal Paese in cui si svolge la corsa.

Dopo la corsa, le misure richieste riguardano in particolare la cerimonia protocollare, mentre per quanto riguarda il personale antidoping, sarà l’UCI ad assumersi la responsabilità.

 

Di Bernardi Vito

Il mondo del cilcismo locale e nazionale ha trovato una nuova e qualificata vetrina online. Si tratta del sito www.pedaletricolore.it, fondato e diretto da Vito Bernardi, giornalista pubblicista, conosciuto da tutti nell'ambiente delle due ruote. Nelle sue pagine, Bernardi raccoglie notizie, comunicati stampa, immagini di corse, atleti, società, dirigenti, e la più ampia informazione su quello che accade quotidianamente nell'Alto Milanese, ma anche a livello nazionale ed internazionale