Montefano (Macerata), 25 Luglio 2026

Addio a GIUSEPPE BAIOCCO Ciclofilo, Dottore, Scrittore.
Addio a
GIUSEPPE BAIOCCO
Ciclofilo, Dottore, Scrittore…
Foto:
– Raffinato fotografo ‘rosa’
– Mecenate a Osimo Stazione
– Sostenitore a Corridonia
– Con la ‘fisarmonica’ dei suoi libri
Montefano (Macerata) –
Giuseppe Baiocco se n’è andato a 74 anni, nella ribattezzata marchigiana Terra delle Armonie Ciclistiche Maceratesi.
Il cordoglio, l’affetto, l’attestazione di stima e vitale condivisione si leggono negli innumerevoli messaggi inviati alla famiglia, postati e sottolineati dai mezzi di informazione multimediali.
“Mestizia e Memoria riconoscente si fondono, rendendo merito al nostro dottore (neuroscienziato e neuropsichiatra), premiato scrittore e poeta, raffinato fotografo sensibile al particolare, promotore, divulgatore (specialmente in Rosa).”
“Siamo stati testimoni e beneficiari di questa immensa quanto disinteressata passione sportivo – sociale” sottolinea Mario Cartechini, presidente del Club Corridonia a cui Baiocco era particolarmente vicino, come lo era stato al Gruppo Ciclistico Osimo Stazione (ed alla sua classica giovanile) nonché al meglio delle due ruote femminili.

“Bella persona, profonda e riflessiva.”
“Sempre pronto a collaborare, un vero collega.”
“Mi ha aiutato tanto come dottore.”
Ispiratore e punto di riferimento del progetto e dei percorsi di Ruote e Cultura.
Seguitissima e all’avanguardia la sua pagina Facebook CICLOMARCHE.

Preziosa la sua presenza in C COME CICLISMO e in GIOVEDI’ CICLISMO di TVRS (in cui si indagavano anche i preoccupanti segnali della mutazione del cervello e i pericoli della sempre più precoce diffusa demenza intergenerazionale, evidenziando la fondamentalità della pratica sportiva preventivo-terapeutica…).
In lui, versatilità e umiltà costituivano tandem prezioso, così come etica e visione olistica.
Viva e di respiro ‘futuribile’ era la letteratura della Memoria (partendo dal suo Borgo Marchigiano di Montefano).
Alfa e omega: l’attenzione alla persona.

I suoi tracciati di pioniere e ricercatore dai molteplici interessi includevano anche quelli dello sci di fondo.
Gli amici ed affini si assumono l’onere dell’eredità da onorare e del ricordo da alimentare, salutandolo con il (rispettoso) confidenziale “Ciao Peppe”.
