Davide Donati
Ciclismo

INTERVISTA: DAVIDE DONATI L’UOMO DEL FUTURO E LEADER DI COPPA ITALIA DELLE REGIONI

Alessandro Brambilla

05/04/2026

corridore bresciano della Redbul Rocket

La multispecialità lo ha reso forte e può essere l’uomo del futuro. Davide Donati, 21 anni da compiere l’otto aprile, vince con forza e impressionante naturalezza su strada e in mountain bike. Il passista veloce bresciano appartiene alla Red Bull–Bora–Hansgrohe Development e, per quanto si sta vedendo, merita l’etichetta di ragazzo prodigio: seppur tesserato in un team catalogato UCI Continental vanta tre vittorie ottenute in gare del calendario professionistico nelle quali ha battuto molti atleti di squadre WorldTour. Nel 2025 si è aggiudicato una tappa al Giro di Vallonia, ovvero il Belgio di lingua francese. E quest’anno, al Giro della Sardegna, ha trionfato in volata nelle tappe Oristano–Carbonia e Nuoro–Olbia. Grazie ai risultati in terra sarda Donati è leader in Coppa Italia delle Regioni e Province Autonome, la challenge promossa dalla Lega Ciclismo Professionistico.

«Il primato nella Coppa Italia delle Regioni me lo godo al 100% — afferma Davide, che abita con la famiglia a Monticelli Brusati, zona ricca di validi vigneti — e spero che la gioia duri a lungo. È difficile che io riesca a vincere la challenge della Lega Ciclismo, sia per la caratura dei campioni che disputeranno le prossime prove, sia per gli impegni che ho con la “Devo” di Red Bull–Bora–Hansgrohe. Comunque vivo una fase bellissima della carriera e ringrazio la Lega Ciclismo per la bella iniziativa della Coppa Italia».

Quando frequentava le scuole medie Donati già dominava nelle gare di mountain bike. In quel periodo indossava la maglia della MTB Monticelli Brusati. Si è anche laureato Campione d’Italia di mountain bike nel team relay. «Nelle prove individuali dei Campionati italiani di mountain bike ho ottenuto piazzamenti, mai vittorie», specifica Davide. In compenso, di Campionati regionali lombardi fuoristrada ne ha vinti a bizzeffe.

Improvvisamente è sbocciato l’idillio col ciclismo su strada. Davide aveva 16 anni. «Senza mai aver corso su strada decisi di partecipare ad alcune gare e le vinsi. Tra queste anche la cronoscalata Cene–Altino, in cui riuscii a battere allievi provenienti da ogni parte d’Italia». Nelle apparizioni su strada, Donati — sempre griffato MTB Monticelli Brusati — dimostrò di essere un corridore completo. Chiaramente la pratica della mountain bike ha contribuito notevolmente a migliorargli la tecnica di guida e il fondo atletico. Infatti, su strada, dopo i primi successi in prove per passisti-scalatori è diventato uno capace di dominare sprint affollati, con notevole abilità in mischia.

Le sue performance non passarono inosservate allo staff della Ciclistica Trevigliese, che se lo assicurò per le due annate nella categoria juniores. Donati continuò a vincere su strada e lo fece anche nel 2024, prima stagione da Under 23, con la Biesse‑Carrera. Regalò a Milesi, Nicoletti e agli altri dirigenti la vittoria nel Gran Premio della Liberazione a Roma, che molti definiscono il “Mondiale di primavera”. L’anno scorso, al debutto nel team Red Bull–Bora, si è anche imposto nel Campionato italiano Under 23 a cronometro da Morsano a San Vito al Tagliamento. E poi è appunto arrivata la vittoria ad Antoing nella tappa del Giro di Vallonia. Al secondo posto si è piazzato Milan Fretin, uno dei migliori velocisti in circolazione.

La prima vittoria coi professionisti non si scorda mai: «L’ho ottenuta in una corsa ricca di tradizione — aggiunge Davide — molto nota a livello internazionale. Però i due successi al “Sardegna” della nuova era li considero magnifici». La seconda tappa del “Sardegna” a Carbonia si è conclusa in salita, nel nuovo moderno centro storico. «Lì ho dimostrato che anche coi professionisti non sono solo un velocista, bensì un finisseur che può vincere sugli strappi». Nella terza tappa con epilogo a Tortolì, vinta dal serbo Dusan Rajovic, Davide è arrivato secondo. E nella quinta, a Olbia, Donati ha nuovamente trionfato allo sprint davanti a Davide Persico.

Donati è longilineo: 76 chili distribuiti in 187 centimetri. Tuttavia esprime notevole potenza: ha vinto a Olbia sul rettilineo di fianco al porto azionando il lunghissimo rapporto 56/10.

«Dato che il programma stilato dai miei direttori sportivi non mi consentirà di partecipare al Giro dell’Appennino e, in merito al Campionato italiano, farò quello degli Under 23, per ottenere punti in Coppa Italia delle Regioni spero che mi facciano disputare, come l’anno scorso, Giro della Toscana, Coppa Sabatini, Memorial Pantani, Trofeo Matteotti e poi le gare in Lombardia e in Veneto di fine stagione. Metto nel mirino la Coppa Bernocchi a Legnano, sempre più importante per i passisti veloci. Ci tengo ad ottenere punti in Coppa Italia».

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Di Bernardi Vito

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