Dopo aver conquistato il titolo di Campionessa Italiana Gravel, Erica Magnaldi ha affrontato questo fine settimana una nuova, affascinante sfida internazionale, prendendo parte alla prestigiosa The Rift Gravel Race, una delle competizioni più iconiche del panorama gravel mondiale.
L’atleta di UAE Team ADQ, campionessa europea e italiana gravel in carica, ha chiuso al secondo posto al termine di una gara estrema di 200 chilometri e 2.600 metri di dislivello, disputata tra gli spettacolari e selvaggi paesaggi dell’Islanda.
Magnaldi è stata tra le grandi protagoniste della giornata. Dopo essere rientrata sulle battistrada, l’italiana ha lanciato un attacco in salita riuscendo a rimanere sola al comando con circa un minuto di vantaggio. Nel lunghissimo tratto finale di falsopiano in discesa, però, Haley Smith (Factor Racing) è riuscita a ricucire il distacco e a superarla, andando poi a conquistare la vittoria.
Più che una semplice gara, The Rift è una vera avventura. Il percorso, con il 92% di strade sterrate, ha portato gli atleti da Hvolsvöllur verso l’interno dell’isola, attraversando pianure vulcaniche, deserti d’alta quota, creste esposte e il suggestivo scenario ai piedi del vulcano Hekla. Rocce laviche, sabbia profonda, guadi, rampe fino al 30%, neve e lunghi tratti tecnici hanno reso la corsa una delle più impegnative del calendario internazionale.
Al termine della gara, Erica Magnaldi ha raccontato così la sua avventura: “Penso sia stata l’esperienza più dura della mia vita. È stata davvero massacrante. A parte i primi otto chilometri, il percorso era interamente gravel e si passava continuamente da rocce laviche taglienti a tratti di sabbia in cui si sprofondava, poi muri al 30%, discese sulla ghiaia e persino sulla neve. C’era davvero di tutto ed è stata una vera avventura.
Sono soddisfatta di come sono riuscita a gestire la gara. Era la mia prima esperienza su un percorso così lungo e impegnativo. È successo un po’ di tutto: sono caduta un paio di volte, una anche attraversando un fiume, poi un’altra in un tratto particolarmente sconnesso. Davanti erano andate via due ragazze che sono riuscita a raggiungere. Successivamente ho attaccato in salita e sono rimasta da sola al comando con circa un minuto di vantaggio.
Purtroppo, nel lunghissimo tratto di falsopiano in discesa, si poteva spingere tantissimo e questo ha favorito atlete più pesanti di me. Era anche un tratto molto tecnico e ho preferito non prendere rischi. Haley Smith mi ha raggiunta e poi superata, andando a vincere. Sono comunque molto soddisfatta, prima di tutto per essere arrivata al traguardo e poi per il risultato. The Rift è sicuramente una delle gare gravel più prestigiose al mondo ed è stata un’esperienza davvero speciale.”