Doha, 13 Ottobre 2016
Norvegia, Germania, Italia: erano le squadre attese a questo Campionato del mondo Under 23 in linea di Doha e così è stato.
Su un percorso completamente pianeggiante, le cui uniche difficoltà si possono ricondurre al caldo, ha vinto il favorito principale, Kristoffer Halvorsen al termine di una volata imperiosa.
L’Italia di Marino Amadori raccoglie un terzo posto con Jakub Mareczko: “Non è stata la volata che speravo.
I norvegesi hanno comandato le operazioni sin dall’inizio, controllato la corsa e negli ultimi chilometri impostato il treno come volevano.
Logico e corretto che alla fine vincesse uno di loro.
Devo ringraziare la squadra, che ha creduto in me.
Mi dispiace non essere riuscito a vincere, ma in quel contesto non potevo fare meglio e diversamente.
Il rammarico c’è anche se una medaglia ai mondiali è sempre un buon risultato.”
Ci sarà il tempo per smaltire l’eventuale dispiacere per un finale che poteva avere uno svolgimento diverso. Resta però un dato statistico interessante: la Nazionale U23 raccoglie il terzo risultato utile consecutivo negli ultimi tre eventi internazionali.
Infatti dopo l’argento di Simone Consonni al mondiale dello scorso anno, il gruppo di Amadori conquista due medaglie di bronzo: con Vendrame al Campionato europeo di un mese fa e oggi con Mareczko.
Si tratta di un elevato standard di rendimento per i nostri Under e il riconoscimento della bontà del lavoro svolto in questi ultimi anni dal Team della Nazionale che in due anni ha conquistato la Coppa delle Nazioni (nel 2015), il terzo posto nel 2016 e le medaglie appena ricordate.
Per tornare alla cronaca della gara, bisogna dire che questo tracciato non regala grandi spazi alla fantasia. Un circuito piatto costringe il pubblico (a dire il vero molto scarso; sicuramente più numeroso quello televisivo) ad attendere con pazienza l’annunciato arrivo in volata.
La Norvegia appare sin dalle prime battuta la formazione più determinata.
Controlla la fuga prevista e prevedibile, buona per regalare un po’ di visibilità ai protagonisti e a non far esplodere troppo la corsa.
Poi quando si entra negli ultimi 30 chilometri i corridori scandinavi, con l’aiuto anche della Germania, chiudono il buco.
Si va alla volata, che è vinta, come copione, da Kristoffer Halvorsen, 20 anni, vincitore quest’anno della terza tappa del Tour de l’Avenir (davanti al nostro Albanese), del Grand Prix d’Isbergues – Pas de Calais e, neanche un mese fa, di due tappe dell’Olimpia Tour.
Il norvegese attende che si muova Pascal Ackermann per prendergli la ruota, poi lascia esplodere la sua potenza e lo supera sulla linea del traguardo.
Mareczko riesce ad uscire dal traffico aprendosi un varco con grinta.
Si getta all’inseguimento dei due ed appare in grado anche di riprenderli, ma non ha più margine per il recupero e si deve accontentare del terzo posto.
Sfortunata la prova di Filippo Ganna, che è scivolato nei primi chilometri di gara nell’impostare una delle tante rotonde che contraddistinguono questo percorso ed è costretto ad abbandonare dopo due ore di gara.
ORDINE DI ARRIVO
1. Halvorsen Kristoffer Nor Km. 167,5 In 3h40’53″
2. Ackermann Pascal (Ger)
3. Mareczko Jakub (Ita)
4. Bauhaus Phil (Ger)
5. Jansen Amund Grondahl (Nor)
6. Lowndes Jason (Aus)
7. Garcia Cortina Ivan (Esp)
8. Nommela Aksel (Est)
9. Dibben Jonathan (Gbr)
10. Banaszek Alan (Pol)
29. Minali Riccardo (Ita)
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